venerdì, 03 luglio 2009
Questa mania del leader. Il puntare tutto sul leader. Il sentire la mancanza di un leader. L'accusare dello sfracello il leader.
La sinistra dovrebbe essere altro.
E' altro.
O non è.
Ma può darsi che io mi confonda. In fondo, i comunisti hanno sempre puntato tutto sul leader, analisi economiche e profetiche a parte.
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martedì, 30 giugno 2009
"La poesia che suona come poesia è cattiva poesia, così come un attore che recita è un cattivo attore" disse Gregory Corso.
Infatti lui scriveva cose abbastanza incomprensibili, non memorizzabili, sicuramente non poetiche, non musicali, spesso addirittura non sopportabili. Ma scriveva poesia. Poesia impoetica: esiste?
Ma io vi regalo una composizione che invece è perfettamente (anche se variamente) comprensibile.

IL NAUFRAGIO DEL NORDLING

Una notte cinquanta uomini nuotarono via da Dio
E annegarono
La mattina dopo il Dio abbandonato
Intinse un dito nel mare
Tirò su cinquanta anime
E puntò verso l'eternità
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domenica, 28 giugno 2009
Tendiamo a pensare, anzi, di più, a "sentire" proprio di pancia, come una verità naturale che non necessita di dimostrazione, che le persone che non abbiano raggiunto l'apice professionale (in senso di visibilità e potere contrattuale) siano migliori di quelle che l'hanno raggiunto.
Invece.
Non è affatto una verità naturale, è un pregiudizio.
Troppo spesso condividono con le persone al top i difetti peggiori, e non ne hanno i pregi.
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mercoledì, 24 giugno 2009
Naturalmente ci sono le leggi. Quindi non sarebbe stato comunque possibile, nemmeno volendolo, non arrestare l'uomo che qualche giorno fa, dopo aver vagato per ventiquattro ore, disperato, col cadavere della moglie in macchina, è approdato all'ospedale di Bracciano, paese vicino Roma, sul lago. La moglie era morta per overdose, lui è stato arrestato per detenzione a fine di spaccio e favoreggiamento (si è rifiutato di rivelare il nome del suo pusher). Gli sono stati sequestrati la macchina e la casa.
Un uomo che vede morire la moglie e che è a sua volta malato. Un uomo che non ha certo - qui dovrebbe valere la presunzione d'innocenza che coincide col buonsenso - provocato la morte della moglie. Un dolore così atroce.
Ma, naturalmente, ci sono le leggi. Da imporre a tutti, in base a criteri astratti. Una follia. Una barbarie. Non abbiamo fatto molti passi avanti, dai tempi del Colosseo (e sto pensando che questo potrebbe essere uno slogan).








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venerdì, 19 giugno 2009
A Parigi, ieri.
Sulla panchina trovo un giornale di fumetti abbandonato. Lo leggo e lo rimetto lì, ma il ragazzino che si avvicina pensa che sia mio e lo sbircia voglioso, quasi affamato. Gli dico che può leggerlo e dopo un po' ci mettiamo a parlare.
E' sbalordito e eccitato quando sente che ho diretto un giornale di fumetti italiano e conosco fumettisti italiani e francesi. Ha una competenza incredibile, una passione pazzesca, una curiosità che intenerisce.
Ci facciamo qualche domanda cauta. Ciascuno ha paura di risultare invadente e soprattutto fuori posto. Ma le panchine sono sempre un posto bellissimo per chi non accetta frontiere.
E' povero, famiglia disastrata, va poco a scuola, vorrebbe da grande non disegnare o scrivere fumetti, ma diventare editore di fumetti - BD come dicono qui -.
Penso ad Arnoldo Mondadori, che a sei anni correva intorno al tavolo della cucina cercando di scappare alle grinfie del padre che voleva gonfiarlo di botte e urlando "Non voglio andare a guardare i maiali, io voglio fare l'editore!". Confesserà poi che quella parola, "editore", non sapeva neppure che volesse dire. Ma editore ci sarebbe diventato davvero.
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domenica, 14 giugno 2009

Move On 1x100
invita la S.V. a partecipare allo
WORKSHOP
Dal principio del “No Profit” al Business Etico in Cultura
Roma – giovedì 18 giugno 2009
Ore 10,00 – 19,00
ARA PACIS (SALA CONVEGNI)


L'Industria Culturale è, in Italia, un’eccellenza: il business che ne deriva può e deve essere consolidato fino a costituire un caposaldo per il rilancio dell'Economia sviluppando il proprio potenziale sia in termini di innovazione sia in termini di crescita economica.
Questo comparto attinge dal giacimento creativo che opera nel sommerso, attraverso l’azione di operatori che si muovono in ambito prevalentemente associazionistico, attuando politiche culturali anche valide ma non strutturate in una cornice progettuale tale da attrarre e giustificare investimenti adeguati dal mondo delle imprese. Alla luce di questa evidenza è possibile e necessario superare i limiti, le restrizioni e le ambiguità alimentate dal pregiudizio ideologico secondo il quale, ancora, tradizionalmente, Cultura e Profitto non possano coesistere, anzi, si elidono a vicenda.
Il workshop promosso dal MOVE ON 1X100 giovedì 18 giugno nella Sala Convegni dell’Ara Pacis, rappresenta un momento di incontro e scambio fra istituzioni, imprese e operatori culturali di tutta Italia che si confronteranno sull'applicazione concreta del principio dell’Economia della Cultura per cogliere proposte innovative, individuare limiti, opportunità, modelli e strategie che concorrano alla trasformazione di cultura e creatività in fattori di crescita economica che si traducano in punti di Pil.
In questa cornice, TestaccioLab, impresa creativa capofila del network 1x100 che promuove l’evento, presenterà un proprio modello di investimento in attività culturali che propone una risposta reale all’esigenza di innovazione che proviene da ampi settori di questo sistema.
Il programma completo è su: www.t-lab.it

L'ingresso alla manifestazione è su invito, vi preghiamo di voler confermare la Vs. gradita presenza entro martedì 16 giugno, specificando se s'intende partecipare ad una delle tre sessioni previste oppure all'intera giornata di lavori.

TestaccioLab // segreteria operativa workshop
00153 Roma // via A. Vespucci, 26

info@t-lab.it
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mercoledì, 10 giugno 2009
Dentro e fuori dalle galere, ogni tanto coinvolto in risse (morirà proprio durante una di queste, nel 1908, a soli 33 anni - e di un Gesù forte e dolente aveva la faccia), così libertario da dedicare le sue conferenze a temi come l'amore libero, la gioia di vivere, l'importanza dei gesti inutili.
Si chiamava Albert Joseph, soprannome "Libertad".
Quando ancora non aveva il soprannome, era un ragazzino dell'ospizio, figlio di genitori sconosciuti, maledetto da stampelle a cui avrebbe dovuto appoggiarsi per tutta la vita. Ma le stesse stampelle imparò presto a usarle: negli scontri con la polizia, per difendersi e picchiare duro. Ma una volta i poliziotti si vendicano. All'uscita da una riunione, lo massacrano di botte fino a pensare di essersene sbarazzati, e lo abbandonano per strada, ormai cadavere (secondo loro). Un'aggressione premeditata: per giustificarla, vengono arrestate sei persone.
Libertad fonda insieme a Paraf-Javal la "Lega Antimilitarista", e insieme alle sue compagne Anna e Armandine Mahè, sorelle con cui convive, il settimanale "L'Anarchie". A grande merito del giornale, l'iniziativa di lanciare collette per aiutare i compagni e i loro familiari. Una colletta, per esempio, verrà fatta in favore della madre dell'anarchico Marius Jacob, colui che in seguito avrebbe ispirato a Leblanc il personaggio del ladro gentiluomo Arsenio Lupin.
Libertad litiga con Paraf-Parval, rompe con lui. E' troppo individualista per accettare posizioni che giustifichino la passività e l'irresponsabilità degli individui. Proprio lui, che di scuse per non sapere e non fare, con quel passato e quelle stampelle, ne avrebbe di infinite.
(Individualista... è ironico, mi viene da pensare, che oggi Giampaolo Pansa si definisca proprio così: anarchico individualista. E non è il solo. Parentesi chiusa.)
Alcune frasi di Albert Joseph Libertad:
"Ci disponiamo sempre a ricevere la libertà da uno stato, da un redentore, da una rivoluzione. Non ci applichiamo mai perché si sviluppi in ogni individuo".
"Da troppo tempo gli uomini accettano di uccidere in nome di altri".
"I sindacati disciplineranno, molto più di quanto sia mai avvenuto, gli eserciti del Lavoro, e diventeranno, nel bene e nel male, i migliori guardiani del Capitale".
"Vivere da rivoluzionari ora, non dopo la rivoluzione".




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domenica, 07 giugno 2009
Così terrorizzati dalle regole sull'oscuramento (nei giorni delle elezioni) che hanno bannato la puntata di una trasmissione divertente su radiorai sardegna perché un accenno, un singolo misero accenno a qualcosa di vagamente politico poteva contravvenire alle leggi del black out. Certo ci fanno proprio cretini. Ma un lampo mi attraversa (a volte ne ho anch'io): e se avessero ragione? Visto come votiamo da decenni, non lo escluderei.

Magdi Allam e la politica. Ne vogliamo parlare? No, non ne vogliamo parlare.

Aspetto con trepidazione che maturino i fichi per fare una marmellata decente. Quella che si compra nei supermercati sembra di altri sconosciuti poco gradevoli frutti.

Ma è vero che la grande giallista Fred Vargas ha una storia d'amore con il fuggiasco Cesare Battisti? Se qualcuno ha notizie, prego fornirme/ce/le. Se qualcuno non ha letto Fred Vargas, corra a comprarsi i suoi libri. Perlomeno "Nei boschi eterni". Voglio poi esserne ringraziata.
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sabato, 06 giugno 2009
Quando non scrivo qui per un po' mi sembra impossibile ricominciare. Quasi dovessi smerciare perle di saggezza, rivelazioni fondamentali, emozioni taumaturgiche.
Non farò nulla di tutto questo.
Parlerò del dare e dall'avere. Da nostalgica, da romantica, da ingenua, da visionaria. Ovvero: da realista. Perché mi pare evidente che non sarà subito, non sarà forse fra due anni, ma questo modello di società dovrà scomparire perché non ha alcuna possibilità di migliorarsi se non rifondandosi dai principi basilari. Dunque verrà il tempo in cui i visionari di oggi saranno chiamati come architetti (i visionari non si propongono mai, sono anche timidi).
Dare e avere è un calcolo così falso, così assurdo, prima che ancora che eticamente immorale. Non si possono dare e prendere in ugual misura sentimenti, pensieri, esempi.
Mi piace quello che scrisse Vaneigem: chi si comporta secondo un dare e un avere va lentamente verso la noia, la fatica, la morte.

Mi sto disintossicando dai giornali da un bel po'. Non li leggo e non mi mancano. La realtà che mi interessa non è nelle polemiche tv, nelle gesta sessuali di Berlusconi, nelle invettive di un giornalista contro un altro. Quello che sempre mi stupisce è che qualcuno non la pensi così.

Una cosa che mi piacerebbe fare qui è parlare di liberatari e liberticidi. Due alla volta, coppie decise dal mio umore del momento o da fili di connessioni intrecciati in modo curioso e poco visibile. Se siete d'accordo, da domani procedo. Se non altro usciamo da questo pantano di personalità intercambiabili e vizi che non hanno neppure la dignità di essere chiamati tali.
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domenica, 03 maggio 2009

"... Alludo alla grandiosa legge non scritta che ci obbliga, che obbliga tutto il nostro popolo a distruggersi infine da sé, l'eterna, mostruosa legge dei Tedeschi. E' dal primo istante della nostra storia che siamo assoggettati all'obbligo, al destino di distruggere ogni volta daccapo tutto ciò che abbiamo pensato, sentito, creato - forse perché abbiamo sempre voluto creare ancora di più di quanto non avessimo già fatto, forse perché i nostri stessi dèi - divenuti gelosi di noi - non sopportavano di vedere la loro imperfetta creazione soppiantata dalla nostra, più perfetta. Perché noi non abbiamo limiti, neppure nel distruggere..."

Il venti di luglio, Alexander Lernet-Holenia
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